
Ricetta per il ricordo perfetto
Tempo di lettura: 2 minuti (se leggi senza interruzioni)
Tempo di preparazione: 8 giorni di viaggio intenso
Difficoltà: 🔴🔴🔴🔴⚪
Basato sulla difficoltà del viaggio:
- 🔴 Febbre notturna
- 🔴 Crisi di sonno per adulti
- 🔴 Esplosioni emotive dei bambini
- 🔴 Assenza totale di riposo
- ⚪ Ricompensa: paesaggi mozzafiato e momenti indimenticabili
Le difficoltà
È stato forse il viaggio più duro da quando siamo diventati genitori in termini di riorse fisiche e mentali. Le notti si sono sbriciolate in risvegli continui e bisogni di coccole della più piccola. Le giornate scorrevano dentro una logistica senza tregua: addormentare, preparare, pulire, ricominciare. Più che una vacanza, a tratti è sembrata una prova di resistenza domestica trasportata in alta quota. Anche il più grande sta attraversando una fase in cui le emozioni lo travolgono facilmente, trasformandosi in scoppi di collera che si sciolgono solo con molta pazienza e con il conforto dell’immancabile yaya (al secolo il ciuccio).
Durante la vacanza, riuscire a ritagliarsi uno spazio da condividere da soli col proprio partner è stato quasi impossibile, entrambi continuamente assorbiti dalle necessità dei bambini e dalla logistica delle giornate. Tutto assolutamente nella norma della vita con babmini piccoli, ma quando sei nell’occhio del ciclone non riesci a guardare dall’esterno.
La bellezza
Eppure, anche dentro quella stanchezza, ci sono stati momenti di bellezza smisurata. Dal Cap des Hittes, a 2400 metri, i Pirenei si aprivano come una corona di pietra e luce, immobili e solenni, appena prima della discesa tra neve fresca, dossi improvvisi e rocce da schivare con attenzione. Sciare mi ha sempre dato una sensazione rara di benessere e libertà: la velocità, il bianco intorno, il corpo che finalmente segue un ritmo diverso da quello della vita quotidiana.
Oppure il rientro lungo il lac di Génos: l’acqua azzurra, quasi cristallina, le case riflesse sulla superficie ferma, il profilo delle montagne sullo sfondo. In quei momenti tutto sembrava ricomporsi, come se la fatica trovasse finalmente una forma, e quindi anche un senso.
Ciò che rimane
Alla fine, di Loudenvielle non mi resterà il ricordo di una vacanza riposante, ma quello di giorni pieni, faticosi e bellissimi a modo loro. Giorni che mi hanno ricordato che, anche quando la vita sembra tutta assorbita dalla stanchezza e dalla cura, la bellezza continua a farsi trovare: in una passeggiata, nella neve, in uno scorcio che apre spazio e da respiro nel disordine dei giorni.